Sabino de Nichilo, Revenant

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Revenant è la manifestazione di una rinascita, di una nuova vita. L’azione di recupero dal litorale di radici corrose dal mare e poi spiaggiate va ad accostarsi alla ceramica nel tentativo di riscrivere storie di migrazioni possibili e impossibili. La figura retorica dell’ossimoro costituisce il guscio concettuale entro il quale si muove questo enunciato estetico, che nasce dalla giustapposizione tra materiali caldi e freddi, organici e inorganici, inerti e sensibili, opachi e lucidi. L’utilizzo degli smalti e del lustro d’oro a terzo fuoco corrisponde al desiderio di impreziosire gli elementi vegetali poveri e vaganti, radici che una volta sradicate si trovano a navigare per i mari, lasciandosi trasportare dalle correnti da una costa all’altra, in attesa che per loro arrivi una nuova vita, una storia ulteriore da raccontare, un futuro tutto da immaginare.